GIANCARLO COMMARE:

NEW SENSATIONS

di Federico Ledda

location DOMYA, Milano

fashion Federico Ledda

MUA Gaia Pensabene

pictures by Johnny Dalla Libera

Giancarlo Commare

di Federico Ledda

pictures by Johnny Dalla Libera

MUA Gaia Pensabene

fashion Federico Ledda

location DOMYA Milano


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L’inizio di un nuovo anno è sempre una soglia: un tempo sospeso in cui si fanno bilanci e, allo stesso tempo, si aprono possibilità. New Sensations, come cantava Lou Reed, è proprio questo spazio di passaggio, fatto di intuizioni e nuove energie. Da qui prende forma la nostra nuova cover story. Giancarlo Commare è uno dei volti più riconoscibili della sua generazione: attore capace di attraversare linguaggi diversi con naturalezza, negli ultimi anni ha costruito un percorso solido e personale, fatto di scelte non scontate. Oggi, però, è in una fase nuova. Accanto alla recitazione, si affaccia con sempre maggiore consapevolezza alla musica e alla scrittura, mettendo in gioco parti di sé rimaste a lungo in silenzio e che spiega molto bene con “Saturno In Disordine”, il suo primo singolo.

È appena iniziato il 2026, anno nuovo, nuove sensazioni. Ti rappresenta?

Sì, assolutamente, mi trovi pronto.

Quali sono, oggi le tue nuove sensazioni?

Ne ho parecchie! Vengo da un periodo abbastanza scuro e queste nuove sensazioni stanno spazzando via tutto. Sento come se si stessero aprendo nuove porte. Magari può essere solo un’illusione, ma credo molto nell’energia: finché non stavo bene sentivo che non era il momento, ora invece ho la sensazione che sia arrivato un mio momento.

Questa nuova avventura canora ti ha aiutato anche a livello personale?

Sì, totalmente. Questa avventura nasce con me, poi si addormenta e a un certo punto si risveglia. Tra le nuove sensazioni c’è proprio questo: un risveglio di cose che fanno parte di me, ma che finora avevo fatto fatica a esternare. Ora penso di essere pronto a svelare qualcosa di me, sempre in modo artistico e alla mia maniera.

Come mai prima non ti sentivi pronto?

Perché legato al canto ho sempre avuto tante paure: sulla mia voce, sulla mia crescita, sui percorsi che ho fatto e che in qualche modo hanno un po’ bloccato questo lato di me. Scrittura e canto per me vanno di pari passo, e sono due cose che nella mia vita si sono bloccate insieme.

Cosa ha fatto scattare il cambiamento?

L’esperienza di Jamie (spettacolo teatrale di cui Giancarlo era il protagonista, ndr.). Grazie a quella ho abbattuto una paura importante, cioè quella di cantare davanti al pubblico. Questo ha sbloccato anche la scrittura: ho iniziato a scrivere e non mi sono più fermato. Ora sento un’esigenza, quasi un’urgenza di rimettere tutto in gioco.

Hai avuto paura di partire troppo in fretta?

No, perché è da tempo che pratico questa cosa, volevo solo essere davvero convinto e trovare la mia strada. Non pretendo nulla: lo faccio per divertirmi e, se posso emozionare qualcun altro, ne sono felicissimo.

Qual è la differenza principale rispetto alla recitazione?

Qui ci sono io in prima linea. Quando recito indosso i panni di qualcun altro e interpreto parole scritte da altri. Qui invece sono io che scrivo e penso a come mettere tutto in atto, la differenza è che non indosso maschere.

Parliamo del primo singolo: “Saturno in disordine”. Cosa rappresenta per te?

È una metafora. Freud sosteneva che solo nei momenti di crisi totale può nascere un vero atto creativo. Saturno in disordine è quello stato in cui nessuno vorrebbe trovarsi: quando qualcosa finisce, tu non sei pronto a lasciare andare e perdi il controllo. È un disordine necessario, che va attraversato per poter rinascere.

Come sta andando avanti la scrittura? Quali sono i prossimi step?

 

Mi sto concentrando su un EP a cui tengo molto. È un lavoro molto personale, ci sono pezzi che raccontano uno stato successivo a Saturno in disordine, quando hai elaborato tutto ma arriva la malinconia, pur sapendo che quella cosa non è più necessaria per stare bene.

 

Cosa dici a chi ha paura di vederti meno come attore?

Che non devono preoccuparsi, continuerò a fare l’attore perché amo quello che faccio. Le due cose possono coesistere: siamo fatti di tante parti e io voglio svilupparle tutte. Dopo tanti sacrifici e insicurezze superate, ora voglio godermi questo momento.

 

 

Consigliaci tre album che stai ascoltando ultimamente.

Ti direi Lux di Rosalía, Caos di Fabri Fibra e anche È finita la pace di Marracash.

 

 

 

E tre film?

La donna elettrilca, Everything Everywhere All at Once e un film di Leos Carax. Sono un romantico intramontabile.

 

 

 

 

 

 


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