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VENEZIA 82: LE PAGELLE DI THE EYES
di Alessia Briano, foto Alessandro Levati
VENEZIA 82: LE PAGELLE
di Alessia Briano, foto Alessandro Levati

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Dal 28 agosto al 7 settembre, il Lido si è riempito di persone, flash, telecamere e conversazioni sul cinema. C’è qualcosa di magico nel modo in cui Venezia, per due settimane, diventa il punto d’incontro tra moda, film e personaggi che arrivano da ogni parte del mondo. Quest’anno, i film hanno parlato spesso di introspezione e rapporti umani, con storie che che ci fanno rallentare e chiedere: chi siamo diventati?
JAY KELLY
di Noah Baumbach
George Clooney torna sul grande schermo in un ruolo che sembra scritto per lui: una star di Hollywood sempre in movimento e assente, che perde parti della sua vita e il rapporto con le sue due figlie. Accanto a lui, un Adam Sandler memorabile che lo accompagna in questo viaggio.
Il film alterna momenti teneri a scene leggere e divertenti, e il fascino di Clooney e la scrittura raffinata rendono la visione molto piacevole, anche se alcune parti risultano un po’ lunghe.
Un film che merita un 3.5 stelle: bello, bellissimi paesaggi.
AFTER THE HUNT
di Luca Guadagnino
Luca Guadagnino porta sullo schermo un thriller raffinato, ambientato tra i corridoi di Yale. Julia Roberts e Andrew Garfield giocano su sguardi e segreti in un film che parla di potere e scelte del passato. Continua il un cast eccezionale: Ayo Edebiri, Chloe Sevigny and Michael Stuhlbarg.
Ayo Edebiri deve essere una delle attrici più amate del momento, porta un’interpretazione e un’anima alla storia.Fotografia impeccabile, tensione costante e una colonna sonora che fa il resto.
4.5 stelle — elegante, intenso, perfettamente in stile Guadagnino.
Bugogna
di Yorgos Lanthimos
Yorgos Lanthimos firma uno dei titoli più eccentrici del festival.
Emma Stone è la CEO di una multinazionale rapita da due ragazzi convinti che sia un’aliena: da qui nasce un film che mescola assurdo, ironia e tensione. Il cast include Jesse Plemons, Aidan Delbis, Alicia Silverstone e Stavros Halkias. Super divertente e surreale, restando sempre ancorato nella realta’. Un gioiellino da vedere e rivedere.
4.5 stelle — geniale e completamente fuori dagli schemi.

FRANKESTEIN
di Guillermo Del Toro
Guillermo del Toro reinterpreta il classico con la sua estetica gotica e una cura visiva straordinaria. Una combinazione vincente. Frankenstein esplora l’universo del celebre racconto da due punti di vista: il dottor Victor Frankenstein, interpretato da Oscar Isaac, e la Creatura, interpretato da Jacob Elordi. Pieno di momenti di intimita che raccontano l’importanza della comunita e connessione.
Nonostante l’incredible lavoro creative e la sceneggiatura coinvolgente, il film non sorprende quanto altre opere del regista. 3.5 stelle.
3.5 stelle — perfetto nei dettagli, un po’ meno nell’anima.
THE SMASHING MACHINE
di Benny Safdie
Dwayne “The Rock” Johnson sorprende tutti con una delle interpretazioni più vere della sua carriera nell’ultimo film prodotto da A24. Il film racconta una storia vera, senza extra hollywoodismi o esagerazioni. Nel ruolo del campione MMA Mark Kerr, affronta dipendenze, crolli e risalite con una sincerità spiazzante. Emily Blunt, al suo fianco, amplifica la sua vulnerabilità.
5 stelle — sorprendente e vero.

MARK BY SOFIA
di Sofia Coppola
Sofia Coppola racconta Marc Jacobs con il suo stile inconfondibile: montaggi d’archivio, backstage e ritmo soft. Per tutti gli amanti della moda, questo entra subito tra i nuovi classici da guardare.
I dettagli e video degli anni 90 rendono il film visivamente perfezione, anche se manca di quell’intimità che ci si aspettava. Eravamo tutti pronti a scoprire di piu di questi due geni creativi, invece restiamo un po’ confusi ma sempre ammaliati. Assolutamente da vedere, 3.5 stelle.
3.5 stelle — raffinato, ma un po’ distante.
KIM NOVAK: A LIFE IN HOLLYWOOD
di Alexandre O. Philippe
Un documentario dedicato all’iconica attrice, presentato insieme alla sua premiazione con il Leone d’Oro alla Carriera. La star del film “Vertigo” di Hitchcock, ci porta un opera autobiografica firmata Alexandre O. Philippe. Un racconto elegante, con momenti toccanti sulla sua scelta di lasciare Hollywood per vivere per se stessa. Per questa proiezione, eravamo in seconda fila in Sala Grande, a pochi metri da Kim.

La nostra esperienza al Festival di Venezia 2025 si chiude con un senso di meraviglia e gratitudine. Tra film che ci hanno fatto riflettere sull’introspezione, come Jay Kelly e After the Hunt, e opere visivamente straordinarie come Frankenstein o Bugogna, il festival ha dimostrato ancora una volta quanto il cinema sia capace di spingerci a vedere il mondo da prospettive diverse. Anche i documentari, come Mark by Sofia e Kim Novak: A Life in Hollywood, ci ricordano perché amiamo l’arte, il processo creativo e le storie delle persone dietro le telecamere. Una nota per segnalare che anche i film non visti meritano attenzione, come The Voice of Hind Rajab, Father Mother Sister Brother e La grazia.




















