50 BEST BARS

ARRIVA A MILANO

di Federico Ledda

50 BEST BARS

ARRIVA A MILANO

di Federico Ledda

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Dopo Barcellona, Singapore, Madrid e Hong Kong, sarà Milano a ospitare la prossima edizione di The World’s 50 Best Bars, uno degli appuntamenti più importanti del panorama internazionale della mixology. Una scelta che certifica il momento d’oro della città e dell’intero movimento italiano, sempre più protagonista sulla scena mondiale. Ne abbiamo parlato con Faye Huggett, Director of Community di The World’s 50 Best Bars, che ci ha raccontato perché Milano è stata scelta, come stanno cambiando i criteri con cui oggi si giudica un grande cocktail bar e cosa aspettarsi dall’edizione di ottobre.

Negli ultimi anni la scena della mixology italiana è cresciuta enormemente. Perché avete scelto proprio Milano per ospitare la prossima edizione di The World’s 50 Best Bars?

I bar milanesi sono presenti con continuità nella nostra classifica da oltre dieci anni e la città si è ormai affermata come una delle principali destinazioni mondiali dedicate ai cocktail. Un percorso di crescita confermato anche dall’ultima edizione della classifica, nella quale Moebius Milano ha conquistato il premio Nikka Highest Climber Award grazie a un balzo di ben 31 posizioni, passando dal 38° posto del 2024 al 7° del 2025. Al di là della classifica, Milano si distingue per la forza e la creatività della sua comunità di bartender. Qui lavorano alcuni dei professionisti più influenti e innovativi del settore e si respira una continua voglia di sperimentare. Tutto questo ha reso Milano la scelta naturale per ospitare il prossimo evento e riunire la community internazionale dei bar per celebrare i suoi traguardi.

Portare un evento di questa portata a Milano significa anche valorizzare l’ospitalità italiana. Quali aspetti della città vi hanno convinto più di ogni altro?

Da quando quattro anni fa abbiamo iniziato a portare la cerimonia in giro per il mondo – da Barcellona nel 2022 a Singapore nel 2023, Madrid nel 2024 e Hong Kong nel 2025 – il nostro obiettivo è sempre stato quello di raccontare destinazioni dinamiche e stimolanti per la cultura del cocktail. Nel nostro ritorno in Europa, Milano è emersa come la scelta più naturale grazie alla sua importante tradizione nella mixology e a una scena in continua evoluzione. A convincerci è stata anche la sua atmosfera: una città capace di unire stile, creatività e ospitalità come poche altre.

Quali caratteristiche deve avere oggi un bar per essere davvero rilevante a livello internazionale?

La risposta spetta ai nostri votanti, perché ogni persona ha una propria idea di cosa renda memorabile l’esperienza in un bar. La qualità dei cocktail e del servizio rimane naturalmente fondamentale, ma elementi come lo stile, l’atmosfera, gli spazi e persino il rapporto qualità-prezzo assumono un peso diverso da persona a persona. Noi ci affidiamo al giudizio di oltre 800 esperti del settore provenienti da tutto il mondo: il nostro compito è semplicemente raccogliere e certificare i loro voti.

Negli ultimi anni si parla sempre di più di esperienza, storytelling e identità culturale. Quanto conta oggi l’anima di un locale rispetto alla qualità dei drink?

Anche in questo caso lasciamo ai votanti la libertà di decidere quanto peso attribuire a ogni elemento, ma abbiamo osservato un cambiamento evidente nelle aspettative del pubblico. Oggi non basta più servire cocktail tecnicamente impeccabili: l’anima del locale è diventata altrettanto importante. Conta come uno spazio riesce a farti sentire, la storia che racconta, il modo in cui dialoga con il territorio che lo circonda. I bar che lasciano davvero il segno sono quelli in cui drink, atmosfera e concept convivono in modo naturale e coerente, dando vita a un’esperienza autenticamente memorabile.

Milano sta vivendo un momento straordinario tra moda, design, gastronomia e nightlife. Quanto questo dialogo tra mondi creativi diversi ha contribuito alla crescita della cultura del cocktail italiana?

Milano è un vero polo creativo dove moda, design, gastronomia e vita notturna si influenzano reciprocamente. Questa contaminazione è stata determinante nello sviluppo della cultura del cocktail italiana, alimentando innovazione e alzando il livello qualitativo dell’intero settore. Ma ciò che distingue davvero l’Italia è la sua profonda cultura dell’ospitalità: un modo di accogliere fatto di calore, generosità e attenzione all’esperienza che viene riconosciuto anche all’estero e che ritroviamo nei locali italiani di tutto il mondo. Oggi tutto questo è evidente nei cocktail bar milanesi, dai menu agli interni fino al concept. Sono diventati spazi immersivi in cui ogni disciplina aggiunge un livello estetico, sensoriale e creativo, senza perdere quella tipica capacità italiana di far sentire ogni ospite accolto.

Le classifiche generano sempre entusiasmo ma anche discussioni. Quanto è difficile trovare un equilibrio tra celebrare i grandi nomi e dare spazio ai nuovi talenti?

Oltre a poter contare sull’esperienza della nostra Academy, lavoriamo costantemente per offrire piattaforme che valorizzino sia i locali già affermati sia quelli emergenti, migliorando continuamente anche il sistema di voto per renderlo il più trasparente ed equilibrato possibile. Accanto alla classifica esistono numerose iniziative dedicate a valorizzare aspetti diversi del settore. Il Best Bar Design Award, ad esempio, premia la creatività degli spazi ed è aperto a tutti i bar, indipendentemente dalla loro presenza in classifica. Con 50 Best Discovery, invece, proponiamo migliaia di indirizzi selezionati sulla base delle indicazioni delle nostre Academy, permettendo al pubblico di scoprire sia locali iconici sia realtà ancora poco conosciute. Esistono poi riconoscimenti come il Campari One To Watch Award, dedicato ai bar emergenti destinati a entrare nella Top 50 nei prossimi anni, e la 50 Best Bars Scholarship, che sostiene la nuova generazione di bartender offrendo esperienze formative nei migliori locali del mondo. Insieme, questi progetti ci permettono di raccontare tutta la ricchezza della scena internazionale.

Cosa dobbiamo aspettarci dall’edizione di ottobre a Milano? Sarà soltanto una celebrazione dei migliori bar del mondo o anche uno sguardo verso il futuro della mixology?

Presto sveleremo tutti i dettagli del programma, ma come sempre la cerimonia rappresenterà soltanto una parte dell’evento. Attorno alla premiazione organizzeremo una serie di appuntamenti pensati per mettere in contatto la community internazionale, favorire il confronto e raccontare ciò che sta guidando l’evoluzione del settore.
La serata celebrerà certamente i migliori bar del presente, ma sarà anche l’occasione per guardare avanti, mettendo in luce persone, idee e tendenze che contribuiranno a definire il futuro della mixology mondiale.



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