RICCARDO DE RINALDIS
di Federico Ledda
press office M Punto
make up Lucia Orazi
total looks by Canali
location Carryover PR, Milano
photos Alessandro Levati
RICCARDO
di Federico Ledda
photos Alessandro Levati
total looks by Canali
make up Lucia Orazi
press office M Punto
location Carryover PR

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Il cinema italiano sta attraversando una fase di trasformazione, tra nuove generazioni, linguaggi in evoluzione e storie sempre più vicine alla sensibilità del presente. In questo scenario, Riccardo De Rinaldis si sta costruendo un percorso personale, muovendosi tra cinema e televisione con la curiosità di chi ha ancora molto da esplorare e la voglia di mettersi continuamente alla prova.
Volto di una generazione che sta contribuendo a ridefinire l’immaginario audiovisivo italiano, Riccardo appartiene a quella categoria di attori che trovano nella recitazione uno spazio di ricerca, cambiamento e scoperta. Da B.A.E. – Before Anything Else, rilettura contemporanea di Romeo e Giulietta, ai nuovi progetti per il piccolo schermo, il suo percorso attraversa storie e personaggi differenti, senza smettere di guardare avanti.

Che periodo è questo della tua vita?
È stato un anno di grandi cambiamenti: sono cresciuto molto, sia sul piano personale sia su quello lavorativo. È stato un agosto intenso, ma l’ho vissuto quasi come un periodo di letargo, un momento per fermarmi, rigenerarmi e rinascere, così da essere pronto a ripartire più carico che mai. Del resto, per me l’anno inizia a settembre.
Sei estremamente impegnato: una serie Rai, una produzione internazionale e un film da protagonista. Come ti prepari ad affrontare ruoli così diversi?
Sono progetti arrivati in momenti diversi della mia vita. B.A.E., per esempio, l’ho girato due anni fa. È proprio questo che amo del mio lavoro: poter cambiare, non essere mai lo stesso, studiare per trasformarmi. Non ho un metodo preciso, vado molto a istinto e per tentativi. Credo sia fondamentale instaurare un dialogo con chi ti dirige e affidarsi alla sua visione, mettendo il proprio talento a disposizione del progetto.

Raccontaci di B.A.E. – Before Anything Else. In che modo avete riletto una storia universale come Romeo e Giulietta?
B.A.E. è una rivisitazione di una delle tragedie più famose della storia: Romeo e Giulietta. Abbiamo mantenuto molti elementi dell’opera originale, ma anche cambiato diversi aspetti. Ritroviamo gli stessi archetipi e alcuni personaggi hanno nomi simili. Non ci sono, per esempio, famiglie rivali: sono piuttosto le realtà dei due protagonisti a essere profondamente differenti, così come il modo in cui ciascuno vede e percepisce il mondo. Quando però i due entrano in contatto, dopo l’incantesimo che si crea tra loro durante quella famigerata festa – un party in piscina, nel nostro caso – non possono fare a meno di mescolarsi e diventare un tutt’uno.
Il mondo del cinema italiano sembra diventare sempre più giovane. Come guardi a questo nuovo cinema? E quali sono i tre attori della tua generazione che dovremmo tenere d’occhio?
C’è così tanto talento ancora da scoprire che fare soltanto tre nomi sarebbe quasi un torto a questa nuova generazione di attori. Mi piace pensare che stia avvenendo davvero un cambio generazionale, ma credo che la strada da fare sia ancora molto lunga.
Di che cosa parla Tutto l’amore che resta? E chi è il tuo personaggio?
Il fulcro della serie è il liceo Helen Keller, un istituto sperimentale nato con l’obiettivo di seguire più da vicino ragazzi con disabilità e neurodivergenze. Nel corso degli otto episodi si intrecciano le storie di diversi giovani, tra cui quella di Pietro.
È un ragazzo di periferia cresciuto con un padre molto pressante, determinato a farlo diventare una stella del calcio. Dopo un evento spiacevole, Pietro finisce in prigione per qualche mese e, una volta uscito, viene trasferito in questa scuola per svolgere lavori socialmente utili.
La nuova realtà non gli va particolarmente a genio, ma l’incontro con Nuri, una giovane ragazza ipovedente, cambierà completamente le carte in tavola.

Che cosa fai quando hai del tempo libero? Sempre che tu ne abbia!
Ultimamente sono molto aperto alla scoperta di nuove religioni e credenze, perché vorrei ampliare la mia spiritualità. Sono sempre stato affascinato dall’occulto e da ciò che è diverso, quindi in questo momento mi sto dedicando soprattutto allo studio.
Qual è il tuo film preferito?
Non è il mio film preferito in assoluto, perché è una domanda troppo difficile a cui rispondere in questo momento, ma lo considero il mio comfort movie: Practical Magic, con Sandra Bullock e Nicole Kidman.
C’è un film che avresti voluto fare tu?
Forse Avatar.
Che cosa ti riserva questo inverno?
Spero tanto lavoro e cinnamon rolls!


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