LDA E AKA 7EVEN:

BROTHERHOOD

di Federico Ledda

location Sushi Samba, Milano

pictures by Alessandro Levati

mua Emanuela Caricato

production Valentina Pegorer

LDA E AKA 7EVEN

di Federico Ledda

pictures by Alessandro Levati

mua Emanuela Caricato

location Sushi Samba, Milano

production Valentina Pegorer

fashion Federico Ledda


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Sul palco dell’Ariston portano un legame che nasce ben prima della musica e che oggi si traduce in un progetto condiviso. AKA 7even e LDA sono in gara con Poesie clandestine, brano che racconta un’intimità emotiva sospesa tra sentimento e malinconia, specchio di un’intesa artistica costruita nel tempo. Il singolo anticipa l’uscita, prevista per il 6 marzo, del loro primo joint project, Poesie clandestine, un lavoro che intreccia sonorità inaspettate e suggestioni legate all’immaginario della Napoli più nascosta e notturna, contaminandole con groove contemporanei e influenze latine. Un album che mette al centro la loro chimica creativa, muovendosi tra tradizione e sperimentazione con un approccio personale e identitario.

Com’è nata la vostra amicizia e come siete arrivati a fare un brano insieme?

AKA 7even: La nostra amicizia dura da otto, nove anni. Ci conosciamo da prima di partecipare ad Amici e siamo sempre stati legati quasi come fratelli, anche se non di sangue. C’è sempre stato supporto reciproco, nella vita e nel lavoro, con grande stima e rispetto. Questo rapporto ha reso tutto naturale anche in studio, fino ad arrivare a Sanremo e a lavorare insieme a un disco.
LDA: Confermo. La convivenza ci ha legati ancora di più. Il rapporto era già forte e quindi è stato normale che tutto nascesse in modo spontaneo.

Com’è la convivenza?

A: Ha pro e contro perché abbiamo caratteri diversi, ma quando nasce un problema lo affrontiamo da persone mature. Siamo in cinque in casa, quindi è una convivenza naturale tra persone che si conoscono molto bene pur restando diverse.

Mi raccontate il brano portato a Sanremo?

L: Ci siamo ritrovati in studio dopo il tour, volevamo solo passare qualche giorno insieme e alla fine è uscita questa canzone. Parla d’amore in tutte le sue sfaccettature ed è un pezzo a cui sono molto legato perché è il primo che abbiamo fatto davvero insieme, a parte una collaborazione precedente. È nato tutto con una naturalezza che ci ha convinti a portarlo proprio a Sanremo.

Riuscivate a staccare oppure continuavate a lavorare anche a casa?

L: Continuavamo. Eravamo super focalizzati: tornavamo a casa e ragionavamo sul disco, poi il giorno dopo si ripartiva in studio.

Parliamo del duetto a Sanremo con una leggenda. Come siete riusciti a convincere Tullio De Piscopo?

A: In realtà ha accettato subito. Rappresenta una generazione diversa dalla nostra e questo ha arricchito molto il progetto. Abbiamo scelto il maestro perché rappresenta una parte fondamentale della storia musicale di Napoli e non solo. È uno dei più grandi musicisti di sempre, ma anche una persona di grande umiltà e freschezza, siamo davvero onorati.

Visto che portate molto del vostro territorio sul palco, mi consigliate dei luoghi a cui siete legati?

A: Un posto del cuore per me è un locale che si chiama Riserva. Non è il classico luogo turistico, ma il locale di un nostro amico dove ci sentiamo a casa. È tranquillo, curato, con una vista incredibile. Quando torno a Napoli e voglio staccare, vado lì.
LDA: Io direi Via Bagnoli e il Parco Virgiliano. Sono luoghi che mi riportano all’infanzia, mi rilassano e mi fanno staccare completamente la testa.

Tornando al brano in gara, qual è stata l’ispirazione?

A: un lavoro ispirato alla fratellanza e all’unione. Viviamo nella stessa casa delle persone con cui abbiamo prodotto il brano, parla di legami stretti e delle diverse forme dell’amore.

Il vivere insieme ha influito nella creazione?

L: Assolutamente. Abbiamo chiuso l’intero progetto in due settimane, eravamo super concentrati e come ti dicevo, anche quando tornavamo a casa, era un brainstorming continuo.

Per chiudere: un brano che state ascoltando molto in questo periodo?

 

A: Donne ricche di Tony Pitony.
L: I Just Might di Bruno Mars

 

 

 

 

 

 


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